I BAMBINI E IL
QUARTIERE:
UN DIALOGO APERTO PER UNA
CITTÀ POSSIBILE
Dall adozione di un complesso residenziale IACP-INA Casa ad
unesperienza in rete
1. Premessa
L'idea progettuale nacque nell'ottobre 1996,
allorchè la Direzione del Circolo Didattico Montello
invitò l'arch. Eugenio Lombardi, fondatore e responsabile del
Centro di ricerca Laboratorio Urbano di Bari, a coordinare
un'esperienza di adozione di monumenti cittadini. Il corso di
aggiornamento per gli insegnanti, tenuto subito dopo, permise di
trasformare la prospettiva iniziale in quella di analisi di un'area
urbana degradata molto vicina alla scuola.

l'albero
dell'amicizia
2. La prima fase
La prima fase dello studio, conclusasi
nel giugno 1997 con la realizzazione della mostra "I bambini e il
quartiere - storia di unadozione, 1.puntata", mise in
luce la positività dellesperienza di adozione da
parte dei bambini del complesso residenziale IACP-INA
Casa di via Giulio Petroni a Bari, giunta sino alla
realizzazione di una oggettiva proposta di recupero
urbanistico-architettonico.
Il lavoro si articolò attraverso le seguenti tappe:
- diretto confronto con i bambini, al fine dell'emersione di un
rapporto tra la città e gli organismi viventi (e la
conseguente individuazione di una mappa concettuale);
- contatto diretto dei bambini con il territorio di studio,
facilitato e stimolato dalla presenza dell'esperto esterno;
- letture territoriali, grazie alle quali i bambini sono
entrati in contatto con gli edifici, le loro composizioni, i loro
rapporti volumetrici, la presenza degli spazi esistenti ed un
potenziale loro riutilizzo diverso dall'attuale parcheggio
selvaggio;
- approfondimento del rapporto bambini-ambiente, attraverso sia
un'analisi storica del contesto quotidiano quale componente primaria
dell'organismo-città, sia utilizzando le occasioni offerte dal
calendario e trasferendo all'esterno le attivazioni legate al Natale,
al carnevale, alla Via Crucis pasquale;
- crescente coinvolgimento degli abitanti dell'area, culminato con
l'inaugurazione dell'albero dellamicizia, un vecchio
tronco destinato a scomparire e assurto a riferimento ideale per i
bambini dellintero quartiere e la cui rinascita venne
sancita nel corso della Via Crucis pasquale;
Piccoli
e grandi progettisti discutono di architettura e
urbanistica
- utilizzo da parte dei bambini della libertà a
disposizione nell'esprimersi e nel confrontarsi fra loro e con il
loro tutore-provocatore, fino ad elaborare una vera proposta
di riuso architettonico-urbanistico;
- trasferimento attraverso i piccoli operatori di una
sensibilizzazione rivolta ai genitori;
- costante aggiornamento trasmesso agli organi di stampa, al fine di
rendere i partecipanti all'iniziativa sempre più coscienti
della sua importanza e stimolare l'attenzione pubblica sulle
attività in corso;
- visita effettuata da un gruppo di insegnanti giapponesi della
scuola ASOKA GAKUEN di Hamamatsu ed approvazione espressa dal
Provveditore agli Studi e dagli Assessori comunali all'Urbanistica e
alla Pubblica Istruzione, con conseguente loro impegno a portare la
proposta progettuale all'attenzione del Consiglio Comunale per una
auspicata esecuzione;
- riconoscimento e sostegno nellottobre 1997 da
parte della vice-presidente mondiale dellU.I.A,
larchitetto finlandese Gunnel Adlercreutz, con limpegno a
portare i risultati del lavoro all'attenzione internazionale.
3. Successivi sviluppi
Nellintento di collegarsi in un progetto
formativo unitario, che esalti la produttività di ogni singola
unità scolastica e la valorizzazione delle risorse umane e
territoriali a disposizione, i Circoli Didattici: Umberto I, 18°
Cep II, 23° Montello, 28° Japigia II, 3° Mazzini, di
Bari, avvalendosi della collaborazione del Laboratorio Urbano, hanno
inteso condividere, in rete, un articolato progetto di educazione
ambientale finalizzato alla conoscenza e all'adozione dei rispettivi
quartieri per un'eventuale riprogettazione della vivibilità
a misura di bambino allinterno di ognuno di essi.
L'infanzia e l'adolescenza per definizione
hanno una dimensione sociale priva di rappresentanza diretta dei
propri interessi. La scuola, pertanto, deve stimolare proposte
alternative di lettura del territorio e provocare negli alunni
processi di autonomia cognitiva nella fase della formulazione di
ipotesi di recupero e riqualificazione degli spazi urbani (pieni e/o
vuoti); ciò significa individuare e verificare quanto la
città risponde o potrebbe rispondere ai bisogni
dellinfanzia.
Il progetto prevede la realizzazione, per
ciascuna scuola, di itinerari di lavoro distinti, che pure si
intrecceranno e si integreranno per obiettivi ed attività
trasversali, fino a fondersi in un momento finale di scambio o
pubblicizzazione dei risultati conseguiti, anche con il
coinvolgimento delle Amministrazioni locali.
4. Prospettive
Il progetto si prevede di durata almeno
biennale e consentirà ai piccoli operatori di rendersi attivi
partecipi di un processo di recupero urbano con notevoli
possibilità di realizzazione esecutiva.
Partendo dalla conoscenza del territorio,
gli alunni, attivi protagonisti della scena urbana a loro più
vicina, stimoleranno con il loro lavoro il quartiere alla
riconfigurazione di una propria identità ed impareranno ad
amare la loro città perchè la sentiranno propria, un
atteggiamento che purtroppo è ormai raramente presente tra gli
adulti.
Prospettiva finale a lungo termine è
rendere i ragazzi soggetti giuridici a tutti gli effetti, in grado
fin d'ora di affrontare la realtà cittadina con spirito
critico e costruttivo.
Il quartiere, componente fondamentale
dell'organismo-città, sarà portato alla condizione di
poter nuovamente offrire una sua specificità di immagine, di
memorie, di offerte di servizi, di prospettive.
5. Obiettivi
Finalità generali dei percorsi
operativi presenti in questo progetto diventano quindi:
- la ricerca dell'immagine di città pensata dai bambini;
- l'individuazione degli spazi (presenti e/o assenti) di aggregazione
e comunicazione;
- le forme di esercizio da parte dei minori del proprio diritto di
cittadinanza.
Partire dal territorio e ritornare ad esso
attraverso l'azione mediatrice ed educativa della scuola diventa
quindi occasione preziosa per:
a) promuovere una cultura del rispetto, della legalità,
dell'accoglienza e della valorizzaione dei minori, capace di
incarnarsi e di radicarsi in eventi, situazioni ed ambienti;
b) costruire o rifondare il rapporto bambino-città;
c) stimolare la comunità sociale a divenire comunità
educante attraverso la partecipazione ed il coinvolgimento
intenzionale in progetti elaborati per migliorare la qualità
della vita urbana;
d) creare un flusso informativo tra scuola ed extrascuola nelle
problematiche urbane.

6. Nuclei tematici
- La scoperta, il recupero e la rivalutazione dell'edilizia storica
(C.D. Mazzini e C.D. Japigia II - plesso Mameli di Torre a
mare)
- Il centro storico (C.D. Umberto I)
- La riprogettazione della scuola in un quartiere periferico (C.D.
Cep II)
- Edilizia e comunicazione (C.D. Montello)
- La riprogettazione del verde pubblico (C.D. Japigia II)
l'intero quartiere sotto gli
occhi dei progettisti, in una tavola rotonda attenta e
professionale
7. Linee metodologiche ed attività
Fondamento operativo è far sì
che gli insegnanti non si pongano nei confronti degli allievi come
formulatori di proposte alternative sulla città, con procedure
metodologiche tradizionali che rincorrono un programma di
interventi con la pretesa di conoscere già l'esito finale. Il
primo atto sarà quello di avviarli alla conoscenza storica,
fisica e culturale del loro contesto quotidiano, componente primaria
dell'organismo-città, attraverso lanalisi di percorsi
riconosciuti come consuetudinari. Non è raro che in tale fase
molti dichiarino l'assoluta mancanza di conoscenza delle aree
attraversate tutti i giorni, talvolta trasportati come pacchi postali
da casa a scuola e viceversa.
Compito primario dei coordinatori esterni
(figure già di per sè potenzialmente fornite di
carica attrattiva), sarà provocare l'attenzione dei
giovani operatori offrendo stimoli di interesse verso gli elementi
presenti nel territorio; compito degli educatori quello di
registrare le loro reazioni, positive o negative che siano,
aiutandoli, se necessario, a trasferire su carta o disegno tali
reazioni.
Quanto più ci si addentra nella
conoscenza del territorio, tanto più dovranno essere forniti
elementi di informazione che consentano ai ragazzi di sentirsi parte
integrante dell'area di interesse e li mettano in grado di descrivere
anche in dettaglio le presenze fisiche. A questo punto essi saranno
in grado di affrontare un altro tipo di indagine, trasferendosi con
gli educatori prima in parti più lontane del quartiere e poi
incontrando in altri quartieri i loro coetanei alle prese con lo
stesso lavoro, per un confronto di idee e di conoscenze. Ampio
spazio dovrà essere dato al dialogo e alle "esternazioni",
tutti segnali reattivi.
Pertanto, il percorso operativo
prevederà:
- analisi conoscitiva nelle singole unità del territorio di
lavoro, con eventuale individuazione dei percorsi di ricerca;
- visite guidate attraverso i percorsi individuati, anche con
l'operatore esterno in qualità di agente-provocatore e degli
insegnanti coordinatori quali registratori delle reazioni e
sollecitazioni degli alunni;
- avvio dell'elaborazione a livello planimetrico dei dati raccolti e
individuazione degli elementi interessati all'approfondimento
progettuale;
- analisi conoscitiva a livello urbanistico e/o architettonico degli
elementi individuati;
- confronto tra le unità in rete delle analisi territoriali
formulate e degli elementi adottati, con possibilità di
scambio di informazioni e visite agli altri quartieri interessati al
lavoro;
- elaborazione delle proposte progettuali sulla base di quanto emerso
nelle fasi preliminari di ricerca e dei confronti allinterno di
ogni singola unità e tra le unità stesse;
- presentazione dei risultati.

Anche la Via Crucis può
servire per risvegliare un quartiere sonnolento e distratto: e
che attori !
Come già accaduto nella preliminare esperienza con
la sola scuola Montello, nel corso dell'anno andranno utilizzate
tutte le occasioni da calendario per attivare confronti esterni alla
scuola: le festività natalizie, carnevalesche, pasquali,
potranno consentire ai ragazzi di lanciare messaggi di
attenzione al quartiere, cercando di attivare reazioni delle
controparti sociali al lavoro in corso.
Nella fase propositiva, i ragazzi saranno
pronti ad intavolare fra loro confronti di idee sulle eventuali
prospettive di intervento sul territorio, ricercando soluzioni ad
elementi mancanti o insufficienti o comunque criticati. In tale fase
gli insegnanti offriranno il loro supporto anche tecnico (sempre con
la massima attenzione a non suggerire risposte o deviare possibili
reazioni).
Obiettivo finale sarà quello di
rendere i giovani operatori coscienti del livello di risposte ai
reali bisogni che la città loro offre, suggerendo con il loro
lavoro le eventuali possibili soluzioni: in tale ultima fase ogni
bambino potrà lavorare sugli elementi che eventualmente
è già stato in grado di individuare o partecipare
collegialmente ai temi di grande respiro che potrebbero essere emersi
come reazioe collettiva.
Una prospettiva di lavoro, che generalmente
stimola la produzione, potrà essere la classica mostra finale,
meglio se accompagnata da un opuscolo e individuata in un contesto di
confronto di esperienze. Strumento di lavoro che
già alcune scuole hanno approvato è la produzione di
una rivista su supporto cartaceo e/o su floppy disk,
aggiornabile di tappa in tappa e che in seguito potrebbe fornire
materiale idoneo alla realizzazione di un CD ROM. Tali prodotti
multimediali, tuttavia, vanno considerati specialmente nella
prospettiva di fornire ad altri utili informazioni alla crescita
della rete operativa.
La risposta operativa non potrà
esaurirsi nel corso di un solo anno scolastico, sia perchè si
inquadra in un contesto ampiamente interdisciplinare, sia
perchè le scoperte, le deviazioni e le nuove esigenze
che emergeranno nel corso del lavoro necessariamente suggeriranno una
prosecuzione in tappe successive di quanto avviato quest'anno.

una vetrina del centro
cittadino offerta al lavoro delle scuole in rete
8. Collaborazioni, Enti e Istituzioni territoriali
Interlocutori privilegiati e diretti delle
cinque scuole organizzate in rete saranno gli Enti che
istituzionalmente si occupano dell'istruzione pubblica:
- Provveditorato agli studi di Bari
- Comune di Bari
- Provincia di Bari
- Regione Puglia
A livello nazionale ed internazionale, si
sono già interessati del progetto, anche con visite dirette
presso le scuole che lo hanno già avviato:
- lU.I.A., Unione Internazionale degli Architetti, la cui
vicepresidente mondiale, la finlandese Gunnel Adlercreutz, è
fortemente impegnata a portare i risultati del lavoro all'attenzione
dell'Unione;
- lESHA, Associazione Europea Presidi dIstituto.
Collaborazioni scientifiche e specialistiche sono in atto
con:
- Centro di ricerca Laboratorio Urbano (presidente arch.
Eugenio Lombardi), specializzato nella tutela e nel recupero del
patrimonio storico, artistico, ambientale;
- Università degli studi di Bari (soprattutto il Dipartimento
di Scienze dell'Educazione) e il Politecnico di Bari
(Facoltà di Architettura e Dipartimento di Urbanistica);
- IRRSAE di Puglia;
- Sovrintendenza Regionale della Puglia;
- Archivio di Stato.
Altri collegamenti con:
- Fondazione Caripuglia;
- Circoscrizioni;
- AICCRE, Associazione Internazionale Comuni e Regioni
dEuropa.
9. Le iniziative del 1997/98
Già nel corso dei primi mesi di
lavoro furono realizzate alcune importanti iniziative comuni,
quali:
- attivazione in rete nel periodo natalizio tra le cinque scuole
animatrici in contemporanea dei rispettivi quartieri, producendo una
notevole presenza di cittadini, una forte eco di stampa ed una
entusiastica partecipazione dei genitori alla preparazione degli
eventi;
- realizzazione in ogni scuola di una bacheca della posta, con
limpegno a corrispondere con le altre scuole, fornendo notizie
e scambiando inviti a prendere parte alle rispettive iniziative;
- ospitalità offerta, nel periodo natalizio, nelle proprie
grandi vetrine da un negozio del centro cittadino al Laboratorio
Urbano, occasione colta per consentire alle cinque scuole di
offrire alla città una utile informazione sul progetto in
corso;
- Festa di Primavera - la prima occasione di incontro fra i
bambini delle cinque scuole, nelloccasione del 21 marzo;
- Festa degli aquiloni, organizzata il 23 maggio come
momento di partecipazione collettiva: canti, sflilate per il centro
cittadino, il volo degli aquiloni alla rotonda del lungomare e 500
bambini hanno riempito di colori e di suoni un pezzo di
città;
- preparazione di scambio di visite guidate agli altri
quartieri, con i bambini ciceroni nel proprio territorio;
- indagine sui segni urbani e sui processi di comunicazione
che questi sollecitano e sottintendono, con una analisi sia storica,
sia semantica degli elementi compositivi degli edifici, quale
collaborazione alla costruzione di un proprio percorso fisico e di
memoria;
- individuazione per ogni scuola di uno specifico tema progettuale,
da inserire come parte integrante nel territorio studiato;
- apertura di laboratori progettuali, finalizzati alla realizzazione
di segni che possano entrare a far parte del territorio di
quartiere;
- partecipazione con un campione dei lavori prodotti al progetto
Childhood space, in programma a Karkkila (Finlandia) dal 15
maggio al 30 agosto 1998; contributo alla Tela
dellAmicizia, portata per strada dai bambini finlandesi il
6 giugno.

Un momento della Tela
dell'amicizia 1997
(Relazione curata da Eugenio Lombardi)